Inquadramento generale della paralisi cerebrale

La paralisi cerebrale infantile comporta la mancata acquisizione di precise funzioni motorie e differisce dalla paralisi nell’adulto che invece determina la perdita di funzioni già acquisite in conseguenza a malattie neurodegenerative, SLA, ictus, ecc.

Il termine paralisi cerebrale (PC) descrive la più comune causa di disabilità motoria nell’infanzia.
Si tratta di una condizione permanente, ma non immutabile, - non si parla di malattia che può evolvere in senso negativo o positivo -, caratterizzata da disordini dello sviluppo della postura e del movimento, dovuta ad alterata crescita e sviluppo del sistema nervoso cerebrale in seguito a una lesione che si può verificare in epoca pre-, peri- o post- natale.1 

Indice

 

Epidemiologia

Nel mondo sono milioni le persone che ne soffrono, solo in Italia si parla di 100.000 tra bambini e adulti con un’incidenza che è da tempo stabile, in tutti i paesi più industrializzati, intorno al 2 per mille (1 nuovo caso ogni 500 neonati vivi). Questo valore non tende a diminuire, nonostante sia in continuo miglioramento l’assistenza alla gravidanza e al parto, ed è inversamente proporzionale alla diminuzione della mortalità infantile. Nei paesi più poveri i numeri vanno invece triplicati e quadruplicati.1, 2

Eziologia

Non è sempre possibile stabilire una causa specifica della PC, l’eziologia è spesso multifattoriale: difetti intrauterini, nascita prematura, encefalopatia neonatale, oltre a fattori perinatali come asfissia perinatale o infezioni del sistema nervoso centrale.
La lesione all’origine della paralisi cerebrale porta ad esiti cicatriziali permanenti che non vanno incontro a fenomeni degenerativi. Da questo danno permanente derivano però una serie di disordini che portano a problemi soprattutto motori di vario grado, a seconda dell’entità del danno originario, ed eventualmente anche cognitivi.

Manifestazioni 

Le manifestazioni della PC sono molto variabili e i sintomi cambiano nel tempo in funzione della neuroplasticità tipica del cervello.
I sintomi più precoci ed evidenti riguardano il ritardo delle tappe motorie del neonato con frequente persistenza di riflessi arcaici, iperreflessia e alterazione del tono muscolare.

Diagnosi 

In passato, la diagnosi avveniva intorno ai 12-24 mesi del bambino ma, a parte i casi più lievi di più difficile individuazione precoce, con gli attuali mezzi d’indagine si può definire già entro i primi 6 mesi.2

La diagnosi precoce inizia con l’accurata raccolta della storia medica che implica l'uso di valutazioni motorie e neurologiche standardizzate che, se portano a risultati anomali, sono indicative di paralisi cerebrale. Esiste poi una serie di esami più specifici (TAC, RMN, EEG, test dell’udito e della vista, ecc.) da eseguire in base ai risultati delle prime valutazioni. 

È fondamentale effettuare il prima possibile le valutazioni diagnostiche specifiche in modo da sfruttare e ottimizzare la plasticità motoria e cognitiva del bambino, prevenire complicanze secondarie e migliorare il benessere dei familiari e dei caregiver.2

Trattamento

Oltre ai problemi motori, sono molti i disturbi associati alla PC: reflusso gastroesofageo, disfagia, costipazione, infezioni respiratorie ricorrenti, convulsioni, problemi allo scheletro.3 

Pertanto il trattamento dei bambini con danno neurologico deve essere affrontato tramite un approccio multidisciplinare che vede coinvolti: neuropsichiatra infantile, gastroenterologo pediatrico, fisioterapista, dietista e nutrizionista, logopedista, infermiere e assistente sociale.

Una diagnosi il più tempestiva possibile è necessaria per definire le strategie riabilitative, nutrizionali, terapeutiche o chirurgiche che si rendono necessarie durante le diverse fasi della vita del paziente, dall’età pediatrica fino a quella adulta, a seconda della gravità del danno cerebrale.


Aspetti nutrizionali

Una nutrizione corretta e monitorata da un esperto è un elemento determinante per lo sviluppo dei bambini con PC. Il danno neurologico causa spesso difficoltà nell'assunzione e assimilazione degli alimenti, che porta, in alcuni casi, ad uno stato di malnutrizione energetico-proteica (documentata nel 29- 46% dei bambini con PC.4)
È molto importante valutare periodicamente lo stato nutrizionale del bambino con danno cerebrale per decidere interventi volti a salvaguardare la sua salute e a prevenire le possibili complicanze.

Bibliografia

  1. Linee guida SIMFER-SINPIA per la riabilitazione dei bambini affetti da paralisi cerebrale infantile
  2. Novak I et al. Early, Accurate Diagnosis and Early Intervention in Cerebral Palsy: Advances in Diagnosis and Treatment. JAMA Pediatr. 2017 Sep 1;171(9):897-907.
  3. Sullivan PB. Nutrition and growth in children with cerebral palsy. Eur J Clin Nutr. 2013; 67: S3-S4.
  4. Marchand V. et al. Nutrition support for neurologically impaired children: a clinical report of the North American Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology, and Nutrition. J Pediatr Gastroenterol Nutr. 2006;43(1):123-35.