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Salute e serenità a tavola con l'aiuto dei familiari

Quando si soffre di disfagia e la capacità di deglutire risulta compromessa è importante che il pasto rimanga comunque un momento piacevole e sereno. Avere vicino qualcuno - un familiare, un amico, o altro - fornisce un aiuto pratico nella preparazione di cibi e bevande della giusta consistenza, ma non solo ...


Sei costantemente preoccupato che il cibo ti vada di traverso? Non capisci perchè da un po' di tempo deglutire non è più un evento spontaneo, naturale? Non sai cosa sia meglio mangiare?

Soffrire di disfagia può gradualmente trasformare ogni pasto in fonte di paura, ansia, allontanamento dal cibo e/o dalle bevande, e questo può portare a carenze di calorie, e di principi nutritivi fondamentali per la salute e il benessere. La deglutizione è un processo estremamente complesso (vedi Le fasi della deglutizione), che avviene in modo, in parte riflesso, in parte volontario, e ci permette di mangiare e bere, ma è talmente frequente nell'arco della giornata (pensa alla semplice deglutizione della saliva) che lo facciamo quasi senza pensarci.

Questo meccanismo è garantito dal funzionamento, perfettamente sincronizzato, di moltissimi muscoli che permettono al cibo di passare dalla bocca fino allo stomaco, senza che il cibo sbagli strada e finisca nelle vie respiratorie, che incrocia lungo il suo percorso. Quando qualcosa non funziona in una delle fasi di questo lungo e articolato processo, il cibo può andare di traverso, oppure dare la sensazione di "groppo" che si ferma in gola, etc. Se questi episodi sono frequenti potrebbe trattarsi disfagia.

Data la complessità del meccanismo coinvolto, la diagnosi e il trattamento della disfagia richiedono l'intervento alternato di diversi specialisti, oltre all'iniziale analisi del medico di famiglia, ma l'assistenza di familiari e/o caregiver (assistenti esterni) è determinante soprattutto a tavola, per garantire un’alimentazione corretta e sicura. Il ruolo principale e di costante supporto appartiene, infatti, a chi vive ogni giorno a contatto con la persona che soffre di disfagia e la assiste.

Per essere d'aiuto a una persona con problemi di deglutizione bisogna conoscere quali sono i diversi aspetti da tenere in considerazione, per gestire il momento del pasto senza rischio di complicazioni.Vediamo quali sono i principali:

 

Cura dell'ambiente

La stanza in cui si svolge il pasto deve esser il più possibile tranquilla e senza distrazioni: ad esempio meglio non tenere la TV accesa ed evitare visite di altre persone o confusione.
Sul tavolo inoltre deve essere visibile e a portata di mano tutto il necessario.

 

Posizione da tenere durante il pasto

La posizione consigliata è quella seduta, con schiena dritta, piedi ben appoggiati a terra, braccia sul tavolo e testa leggermente piegata in avanti. È inoltre necessario che il soggetto resti in posizione eretta per almeno mezz’ora dopo aver mangiato per evitare il reflusso.

 

Porre attenzione alla consistenza di cibi solidi e liquidi

  • Gli alimenti più indicati sono quelli semisolidi (es. frullati, purè, mousse, creme, ecc.), che assicurano un movimento rallentato nella bocca e nella gola e permettono una deglutizione sicura .
  • La consistenza di cibi e bevande deve esser tale da poterli sempre mangiare con il cucchiaio, e può essere modificata con l’impiego di addensanti o di liquidi.
  • Evitare di mescolare cibi con consistenze diverse (es. pastina in brodo, minestrone a pezzi).

Una buona soluzione per essere sicuri di garantire sicurezza e qualità, è chiedere consiglio al medico di famiglia o ad altri specialisti (es. nutrizionista, foniatra) su quali pasti pronti  ricercare in commercio. Esistono oggi prodotti, che hanno consistenza standardizzata e contengono tutti i nutrienti di cui si ha bisogno in base ad età ed entità del problema.

 

Come proporre il cibo se l'assistito non mangia autonomamente

  • Quando una persona non riesce a mangiare da sola, bisogna mettersi seduti di fronte, con la testa più o meno alla sua stessa altezza.
  • Il cibo va somministrato in piccole quantità per volta (circa un cucchiaino) e non bisogna porgerne di nuovo fino a quando non è stato inghiottito il precedente. Infine meglio non farla parlare per prevenire il rischio di soffocamento.

 

Come somministrare i farmaci

La deglutizione dei farmaci è una questione delicata a cui bisogna fare molta attenzione e per la quale bisogna sempre chiedere consiglio al proprio medico o al farmacista di fiducia. In linea generale:

  • le compresse dovrebbero essere tritate prima della somministrazione
  • mentre le capsule andrebbero aperte per prelevare la polvere al loro interno.

Con alcune tipologie di farmaci questa procedura potrebbe tuttavia causare problemi di assorbimento, con conseguente riduzione dell'efficacia della terapia. Non bisogna, quindi, mai agire di propria iniziativa, ma chiedere al medico per ogni specifico caso.