La prevenzione dell’evoluzione della fragilità nell'anziano: il ruolo della nutrizione e dell'approccio multidisciplinare

Il punto critico della gestione del paziente anziano malnutrito e con malattie croniche è contenere l’elevato numero di variabili che caratterizzano la sua fragilità.

Le variabili della fragilità, interagendo tra loro in modo imprevedibile, contribuiscono ad aumentare la vulnerabilità dell’individuo.
L’organismo umano è un sistema complesso e la “fragilità” è il risultato delle alterazioni che vengono a crearsi nei diversi meccanismi biochimici e la cui evoluzione può essere prevenuta cercando di stabilizzare il sistema stesso nella sua globalità. La correzione di uno solo dei fattori implicati nel fenomeno fragilità può non essere sufficiente a correggere il fenomeno stesso e per questo, allo stato attuale, l’unica possibilità di prevenzione è il rafforzamento globale dell’organismo grazie all’intervento integrato del MMG e di diversi Specialisti (1).
Con l’invecchiamento, si assiste a una riduzione graduale dei livelli emetici degli ormoni sessuali, della vitamina D e di altri fattori, ma il tentativo di reintegrarli non ha portato ai risultati sperati sulla vulnerabilità del soggetto.
Le principali strategie, attualmente identificate, per prevenirne l’evoluzione delle condizioni di fragilità nell’anziano consistono nel promuovere l’attività fisica e contemporaneamente garantire una nutrizione adeguata e sicura, gestendo malnutrizione e disfagia.

Linee guida sulla Fragilità nell'anziano del Servizio Sanitario Regionale (2015)

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PREVENIRE LA FRAGILITA’ NELL’ANZIANO

   Attività fisica aerobica

  • Camminare
  • Nuotare
  • Correre
  • Salire le scale, etc.
   Nutrizione adeguata
  • Tenere sotto controllo il peso corporeo
  • Assumere nutrienti e proteine

 

 

Studi scientifici hanno riscontrato che l’attività fisica costante permette sia un minor declino funzionale sia la conservazione del volume cerebrale con conseguente riduzione del declino cognitivo (2). Lo studio del 2011 di Wen e coll. condotto su 416.000 individui ha inoltre rilevato una significativa corrispondenza tra attività fisica e aumento dell’aspettativa di vita (3).

L’altro parametro da tenere in considerazione è il peso corporeo del paziente che va controllato regolarmente. Una diminuzione di peso involontaria, superiore al 5% nell’arco di un anno, è indice di malnutrizione proteico-energetica. Le raccomandazioni delle linee guida dell’American Dietetic Association (ADA 2009) consigliano di proporre periodicamente sia il test MNA, per la valutazione dello stato nutrizionale, sia il test EAT10 per determinare la capacità di deglutizione. Questi semplici test validati possono essere fatti direttamente dal paziente o proposti dal caregiver, o dall’infermiere. I risultati dei test permetteranno al medico di famiglia (MMG) di decidere se sia necessario richiedere l’intervento di altri specialisti della nutrizione e/o della deglutizione.

Per concludere, la gestione e la prevenzione dell’evoluzione dello stato di vulnerabilità (Fragilità) nell’anziano, richiedono una modalità di lavoro multiprofessionale (4, 5) a partire dal ruolo determinante per le valutazioni periodiche dell’infermiere e del medico di famiglia, per passare ai controlli degli specialisti della nutrizione, della deglutizione, dello stato motorio e dell’area psicologico e sociale.

APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE AL PAZIENTE ANZIANO FRAGILE

   Professionista sanitario coinvolto

   Attività 
   MMG e infermiere
  • Valutazioni periodiche multidimensionali e monitoraggio nell’ambito delle Cure Primarie

   MMG e infermiere

   Dietologo, dietista, nutrizionista

  • Controllo del peso e dello stato nutrizionale

   MMG e infermiere

   Foniatra e logopedista

  • Controllo del rischio disfagia e del processo della deglutizione 

   MMG e infermiere

   Geriatra, fisiatra, fisioterapista

  • Promozione dell’attività fisica

   MMG

  Specialisti della area psicologica

  • Controllo delle funzioni cognitive e dello stato psico-affettivo

   MMG

   Specialisti dell’area psicologica e sociale

  • Valutazione della situazione socio-economico-ambientale
  • Valutazione delle preferenze individuali, dei bisogni e dei valori del paziente

 

Bibliografia

  1. Fried LP et al. Nonlinear Multisystem Physiological Dysregulation Associated With Frailty in Older Women: Implications for Etiology and Treatment. J Gerontol A Biol Sci Med Sci. Vol. 64A, N. 10: 1049–1057; Advance Access publication on June 30, 2009
  2. Erickson KI et al. Physical activity predicts gray matter volume in late adulthood. The Cardiovascular Health Study. Neurology 2010; 75: 1415–1422.
  3. Wen CP et al. Minimum amount of physical activity for reduced mortality and extended life expectancy: a prospective cohort study. The Lancet 2011; 378: 1244-1253.
  4. Walston JD et al. Frailty and its implication for care. In: Morrison RS, Mair DE Ed. Geriatric Palliative Care. New York Oxford University Press. Pp 93-109, 2003. 
  5. Maly LC et al. Implementation of consultative geriatric recommendations: the role of patient-primary care physician concordance. J.Am. Geriatr. Soc. 50(8), 1372-1380, 2002