Sarcopenia ed età alla base della fragilità del paziente anziano

La "fragilità" può essere considerata una vera e propria sindrome clinica nella popolazione anziana che può comportare elevati rischi come risultato di cattive condizioni di salute, aumento delle disabilità e delle ospedalizzazioni.

In generale, secondo le Linee guida sulla Fragilità nell'anziano, con fragilità si intende uno stato biologico età-dipendente caratterizzato da una ridotta resistenza agli stress, dovuta a un declino costante e cumulativo di più sistemi fisiologici (1) e correlato a comorbidità, disabilità, rischio di ospedalizzazione e mortalità (2). 
Indipendentemente dalla definizione, il concetto di fragilità è comunque ritenuto clinicamente utile dalla maggior parte delle professioni socio-sanitarie (Medici, Infermieri, Psicologi, Assistenti Sociali) (3) in quanto ha avuto il merito di contribuire a spostare l’ottica da un approccio centrato sulla malattia/organo ad una visione più globale incentrata sulla salute del paziente, soprattutto se anziano, in tutti i suoi diversi aspetti fisici e psicologici (4).
Caratteristica principale dell'anziano fragile è la vulnerabilità latente con possibile perdita delle sue capacità di adattative. La ricerca scientifica si è recentemente focalizzata sui fattori determinanti della fragilità:
 stati infiammatori cronici, deficit ormonali, presenza di telomeri accorciati in seguito a cambiamento dell'espressione genetica, perdita della capacità di adattamento di fronte a fattori stressanti.

Tratto da Linee guida sulla Fragilità nell'anziano (update 2015)

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fattori rischio fragilità

E’ stato stimato che la soglia minima di conservazione della funzione multiorgano sia del 30%, prima di rientrare nel range di Fragilità. Ciò significa che è possibile perdere fino al 70% di una funzione di un organo, senza che si manifesti alcun sintomo, soprattutto se tale riduzione avviene lentamente nel tempo (10).

Complessità paziente fragile

Il modello di Walston (2004) raffigura la natura ciclica dell'anziano fragile e mostra come le perdite funzionali in una o più aree possano dare inizio o prolungare in modo indefinito il ciclo del declino funzionale di tutto l’organismo. 

In particolare, la depressione in seguito a solitudine e isolamento sociale, la sempre minore attività fisica, il basso apporto di calorie e proteine nella dieta (malnutrizione energetico-proteica), la presenza di malattie croniche e polifarmacoterapia fanno scatenare la fragilità nell'anziano. La sarcopenia, inoltre, cioè la perdità di massa e forza muscolare, associata al progredire del'età è ritenuta una delle caratteristiche principali di questa sindrome.

ciclo fragilità

Tratta da Walston JD. Frailty-The search for underlying causes. Science of Aging Knowledge and Environment; 4: pe4; 2004

Fried (2001) ha quindi riepilogato 5 fattori che caratterizzerebbero il soggetto anziano fragile:

  • dimagrimento involontario (più di 5 kg nell'ultimo anno)
  • senso di affaticamento (in almeno 3 giorni/settimana)
  • diminuzione della forza muscolare
  • ridotta attività fisica
  • riduzione della velocità del cammino (più di 7' per percorrere 5m su un percorso prestabilito)

Se il soggetto presenta 3 o più di questi fattori può essere considerato fragile.

 

Bibliografia

  1. Fried LP et al. for the Cardiovascular Health Study Collaborative Research Group. Frailty in older adults: Evidence for a phenotype. Journals of Gerontology. Series A: Biological and Medical Sciences 56: M146-M157; 2001
  2. Fried LP et al. Untangling the concepts of disability, frailty, and comorbidity: implications for improved targeting and care. Journals of Gerontology. Series A: Biological and Medical Sciences; 59(3): 255-263; 2004
  3. Kaethler Y et al. Defining the concept of frailty: a survey of multi-disciplinary health professionals. Geriatr Today; 6: 26–31; 2003
  4. Bergman H et al. Frailty: an emerging research and clinical paradigm–issues and controversies. Journals of Gerontology. Series A: Biological and Medical Sciences 62(7): 731-7; Jul 2007
  5. Leng S et al. Serum interleukin-6 and hemoglobin as physiological correlates in the geriatric syndrome of frailty: A pilot study. Journal of the American Geriatrics Society; 50: 1268-1271; 2002
  6. Leng S et al. Serum levels of insulin-like growth factor I (IGF-I) and dehydroepiandrosterone sulfate (DHEAS), and their relationships with serum interleukin-6, in the geriatric syndrome of frailty. Aging Clinical and Experimental Research; 16: 153-157; 2004
  7. Walston JD. Frailty-The search for underlying causes. Science of Aging Knowledge and Environment; 4: pe4; 2004
  8. Wilson JF. Frailty-and its dangerous effects-might be preventable. American College of Physicians 141: 489-492; 2004
  9. Lipsitz LA. Physiological complexity, aging, and the path to frailty. Science of Aging Knowledge Environment; 16: 16-21; 2004
  10. Bortz WM. A conceptual framework of frailty. Journals of Gerontology. Series A: Biological and Medical Sciences; 57: M283-M288; 2002