Disfagia e presbifagia secondaria

Sono molteplici le cause primarie che possono essere alla base della disfagia.

Per questo motivo la disfagia non può essere considerata una vera e propria malattia, ma una condizione clinica secondaria ad altre patologie o fattori che devono essere indagati e identificati precocemente. La prima cosa che va stabilita, quando si valuta un paziente con disturbi della deglutizione, è di quale tipo di disfagia soffra. La maggior parte delle volte è sufficiente un’attenta indagine anamnestica per distinguere se la disfagia è alta (orofaringea) - di pertinenza foniatrica e logopedica -, oppure se coinvolge l’ultima fase della deglutizione. In quest'ultimo caso si parla di disfagia bassa (o esofagea) ed è di pertinenza dello specialista in gastroenterologia.
 

Nella seguente presentazione, troverete dettagli su:

  • Classificazione della disfagia secondo i criteri: eziologico, patogenetico, fisiopatologico e topografico.
  • Cause di disfagia orofaringea distinte in neurologiche, reumatiche, infettive, metaboliche, strutturali, post chirurgiche e iatrogene.
  • Dati epidemiologici in età evolutiva ed adulta.
Dott. Massimo Spadola Bisetti
Specialista in Foniatria, Audiologia ed Otorinolaringoiatria Dottore di ricerca in Fisiopatologia degli organi di senso e di comunicazione.

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