Alterazioni del gusto: strategie d’intervento dietetico

Farmaci, radio e chemioterapia, sono solo alcuni dei fattori che possono danneggiare le papille gustative e i pathway nervosi coinvolti, modificando la percezione dei gusti nel paziente oncologico.

La percezione dei gusti è il risultato di una complessa esperienza sensoriale frutto dell’integrazione ed elaborazione di un’articolata rete d’informazioni decodificate a livello del sistema nervoso centrale. 

Le alterazioni del gusto rappresentano un frequente effetto collaterale dei trattamenti oncologici in diversi setting di cura. La loro eziologia è complessa e multifattoriale e impattano negativamente sulla capacità del paziente di assumere un adeguato apporto orale di calorie e nutrienti, riducendo anche la sua qualità di vita.

La ricerca nutrizionale ha stabilito che queste alterazioni causano avversione nei riguardi  del cibo comportando un conseguente apporto proteico-energetico orale insufficiente aumentando il rischio di malnutrizione e sarcopenia. Altri studi clinici hanno, inoltre, dimostrato che la probabilità di sviluppare un’anomala percezione dei sapori è direttamente proporzionale allo stadio della malattia oncologica, indipendentemente dalla tipologia della neoplasia della stessa. 

Un adeguato counseling nutrizionale che indichi a pazienti e/o caregiver le corrette strategie comportamentali inerenti l’alimentazione, è un utile strumento per la gestione dietetica e per migliorare la qualità della vita del paziente oncologico.

Filippo Valoriani
Dietista, AOU di Modena - Policlinico

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