La terapia enzimatica come terapia integrativa oncologica

Gli effetti sul miglioramento degli eventi avversi della chemioterapia nel cancro al seno e del colon-retto.

La terapia enzimatica rientra tra le possibili terapie oncologiche integrative (MI).
Gli effetti positivi della terapia a base di enzimi, proteolitici e pancreatici, sono stati evidenziati nell’attenuare le reazioni avverse ai trattamenti convenzionali (intervento chirurgico, chemioterapia e radioterapia).

Sebbene gli studi condotti finora in campo oncologico presentino alcuni limiti (qualitativi e quantitativi), enzimi come bromelina, tripsina e chimotripsina potrebbero trovare una maggiore applicazione alla luce di future evidenze scientifiche nel campo dell’oncologia integrativa.

Nel seguente articolo vengono analizzati due studi di coorte storici protocollati rispettando le raccomandazioni della “Good Epidemiological Pratice” (GEP), la linea guida sviluppata dalla società tedesca di epidemiologia.

Gli studi presentati nell’articolo correlano la terapia enzimatica con il miglioramento degli eventi avversi legati alla chemioterapia nei pazienti con cancro al seno e del colon-retto.

Dott. Davide Allegri
Consulente Scientifico

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Indice

 

Terapia enzimatica nel tumore al seno 

L'endpoint primario dello studio di coorte analizzato1 e condotto secondo linee guida GEP era determinare se il trattamento complementare con terapia enzimatica orale (EO) fosse in grado di ridurre segni e sintomi legati alla malattia o alla terapia - sintomi gastrointestinali, sintomi mentali (come stanchezza, depressione, disordini della concentrazione, del sonno e irritabilità), dispnea, mal di testa, dolore tumorale, cachessia, disturbi della pelle, infezioni e reazioni avverse associate alla terapia antineoplastica -, in pazienti con cancro al seno.

Caratteristiche dello studio

Pazienti reclutate

2.339

Tipo di tumore

Tumore al seno primitivo non metastatico

Gruppo di test (n= 1.238 tot, analizzati 239)

Terapia antitumorale + terapia enzimatica orale (tripsina, chimotripsina e papaina) follow up mediano di 485 giorni

Gruppo di controllo (n= 1.056 tot, analizzati 410)

Solo terapia antitumorale convenzionale follow up mediano di 213 giorni

Sono stati raccolti retrospettivamente i dati di 2.339 pazienti con tumore al seno primitivo non metastatico trattato con terapie convenzionali (intervento chirurgico, chemioterapia, radioterapia, trattamento ormonale).

A 1.283 pazienti è stata somministrata la terapia enzimatica orale (in aggiunta alla terapia antitumorale) composta da tripsina, chimotripsina e papaina. Il gruppo di controllo consiste in 1.056 pazienti che non hanno invece ricevuto la terapia enzimatica orale (EO). Poiché le pazienti che assumevano altre terapie complementari sono state escluse dall'analisi finale, quest’ultima è stata eseguita sui dati relativi a 649 pazienti, di cui 239 (37%) trattate con terapia enzimatica orale in aggiunta al trattamento antitumorale (gruppo di test) e 410 (63%) senza terapia enzimatica (gruppo di controllo). Nel gruppo di test, il dosaggio più utilizzato è stato quello raccomandato di due compresse, tre volte al giorno. Questo però è aumentato fino a quaranta compresse al giorno in alcuni pazienti, mantenendo comunque un ottimo grado di tollerabilità. Il tempo mediano di follow-up per il gruppo di test è stato di 485 giorni e per il gruppo di controllo di 213 giorni. 

Risultati dello studio 

  • Un miglioramento di tutti i sintomi (eccetto il dolore oncologico e le infezioni) è stato osservato nel gruppo di pazienti che ha assunto la terapia EO (cambiamento aggiustato in base al propensity score)
  • È stata registrata una differenza nell’intervallo di tempo alla disease recurrence: 1818 giorni per il gruppo sottoposto a trattamento enzimatico, 1702 giorni nel gruppo di controllo (p=0.0055). 
  • L’intervallo libero da metastasi post-intervento chirurgico ha evidenziato una differenza tra gruppo di test e il controllo: 1738 giorni vs 1665 giorni rispettivamente (p=0.0475).
  • Per quanto riguarda il prolungamento del tempo di sopravvivenza mediano è stato osservato un trend a favore dei pazienti che hanno assunto la terapia EO (5,04 anni vs 4.99 anni nel gruppo controllo, p=0.0787).

Una riduzione degli effetti collaterali correlati a radioterapia e chemioterapia (tra cui sono stati considerati mal di testa, problemi gastrointestinali, cachessia, dispnea, reazioni cutanee) è stata riportata nel 74% del gruppo che ha ricevuto la terapia EO e nel 55% del gruppo di controllo.

Reazioni avverse da radioterapia o chemioterapia sono state osservate nel 29,7% (n=69 pazienti su 232) delle pazienti che ha ricevuto terapia EO rispetto al 62,3% (n=254 pazienti su 408) di quelle nel gruppo di test.

La terapia enzimatica ha evidenziato una buona tollerabilità con solo il 3,2% delle pazienti che hanno segnalato principalmente problemi gastrointestinali correlati all’integrazione, ma che non hanno tuttavia richiesto interventi specifici.

Terapia enzimatica nel cancro colon-rettale

Il seguente studio di coorte2, sempre condotto secondo le raccomandazioni della “Good Epidemiological Pratice” (GEP), aveva come obiettivo di valutare l’impatto della terapia enzimatica orale somministrata nel periodo postoperatorio in aggiunta alla terapia antitumorale a pazienti con carcinoma del colon-retto (CRC). Il beneficio della terapia EO a base di tripsina, chimotripsina e papaina è stato valutato in termini di variazioni dei sintomi legati alla patologia e alla terapia, tra cui nausea, vomito, riduzione dell’appetito, problemi gastrici, depressione, dispnea, problemi di concentrazione e memoria, mal di testa, cachessia, dolore oncologico, infezioni. La safety relativa al trattamento con terapia EO è stata analizzata in termini di numero, severità e durata degli eventi avversi.

Caratteristiche dello studio

Pazienti reclutati

1.242

Tipo di tumore

Carcinoma del colon-retto

Gruppo di test (n= 616 tot)

Terapia enzimatica orale (tripsina, chimotripsina e papaina)* con o senza altri trattamenti antineoplastici con follow up mediano di 9,2 mesi 

Gruppo di controllo (n= 626)

Solo terapia antitumorale convenzionale con follow up mediano di 6,1 mesi

*Dosaggio consigliato: durante la chemioterapia o la radioterapia, assunzione giornaliera 3 x 4 compresse; dopo la chemioterapia o la radioterapia, assunzione di 3 x 2 compresse die.

Sono stati raccolti i dati di 1.242 pazienti con neoplasia al colon-retto, di cui 616 hanno ricevuto una terapia enzimatica orale (da sola o in aggiunta ad altri trattamenti complementari) con un follow up mediano di 9,2 mesi, mentre 626 pazienti sono stati trattati con la sola terapia antitumorale convenzionale (gruppo di controllo) seguiti per un periodo mediano di 6,1 mesi.

Risultati dello studio

L’analisi dei risultati ha rivelato un miglioramento in termini di impatto dei sintomi correlati al trattamento antitumorale nel gruppo sottoposto a terapia enzimatica orale in monoterapia, rispetto al gruppo di controllo (Mann-Whitney Statistics, MWS, 0,60 P < 0,0001). Questo dato può essere interpretato come un miglioramento in termini di qualità di vita.

In particolare, il trattamento antitumorale è stato meglio tollerato nei pazienti trattati con terapia enzimatica orale. Infatti, un numero minore di pazienti trattato con terapia EO ha manifestato eventi avversi legati a radio e chemioterapia: 63,7 % dei pazienti trattato con monoterapia EO vs 34,2% del gruppo controllo (MWS 0,6721. P < 0,0001). Un risultato meno evidente è stato osservato anche nel gruppo che ha ricevuto la terapia EO in aggiunta ad altri trattamenti complementari (65,1 gruppo di test vs 53,2 gruppo di controllo; MWS 0,5880 P=0,0062).

Nello specifico è stata osservata una riduzione della gravità e frequenza degli effetti avversi tra cui nausea, vomito, perdita di appetito, diarrea, fatica e disturbi del sonno.

Dei 616 pazienti trattati con terapia enzimatica, solo il 3,4% (n=21) ha manifestato reazioni avverse ad essa correlate e principalmente erano problemi gastrointestinali da lievi a moderati. Secondo il parere medico dei clinici che hanno seguito i pazienti, la terapia EO è risultata essere a tutti gli effetti ben tollerata.

L’analisi della sopravvivenza non ha dimostrato una riduzione nel numero di decessi nel gruppo sottoposto a terapia EO. Tuttavia, è stato osservato un trend per quanto riguarda il prolungamento del tempo di sopravvivenza mediano nei pazienti con stadio D secondo Dukes che hanno ricevuto la terapia enzimatica orale in aggiunta ad altri trattamenti complementari (sopravvivenza mediana di 34,1 mesi nel gruppo di test vs 14,5 mesi nel gruppo di controllo rispettivamente; P=0,0025 log-rank test).

Un risultato da considerarsi preliminare dato il limitato tempo di osservazione.

Conclusioni

La medicina complementare in ambito oncologico dovrebbe essere considerata come approccio per l'ottimizzazione delle attuali opzioni di trattamenti antitumorali standard. 

Interventi complementari riguardanti l’alimentazione, l'attività fisica, il supporto psicologico e l’integrazione con enzimi proteolitici possono inoltre migliorare la qualità della vita e della sopravvivenza globale dei pazienti oncologici.3

Gli studi sopracitati, sebbene siano stati condotti in compliance con le linee guida GEP per gli studi di coorte, presentano alcune limitazioni che dovranno essere superate con studi clinici controllati randomizzati (RCT) ad hoc

Tuttavia, le conclusioni di questi studi aprono una nuova prospettiva nell’ambito dell’oncologia integrata e mettono in luce il possibile ruolo della terapia enzimatica come supporto complementare per il paziente oncologico

Bibliografia

  1. Beuth J, Ost B, Pakdaman A, et al. Impact of complementary oral enzyme application on the postoperative treatment of breast cancer patients: results of an epidemiological multicentre retrolective cohort study. Cancer Chemother Pharmacol. 2001.
  2. Popiela T, Kulig J, Hanisch J, Bock PR. Influence of complementary treatment with oral enzymes on patients with colorectal cancers: an epidemiological retrolective cohort study. Cancer Chemother Pharmacol. 2001
  3. Beuth J. Proteolytic Enzyme Therapy in Evidence-Based Complementary Oncology: Fact or Fiction? Integrative Cancer Therapies Volume 7 Number 4 December 2008 311-316.